Nel 1618 furono visibili tre luminose comete:la prima (C/1618 Q1) apparsa nel Leone Minore il 25 agosto 1618,la seconda (C/1618 V1) apparve l’11 novembre 1618 nella Libra,mentre la terza (C/1618  W1)si mostrò il 25 novembre 1618 pure nella Libra.L’ultima fu talmente luminosa da essere visibile di giorno,  il danese Cristiano Longomontano (1562-1647) , che fu assistente di Tycho Brahe (1546-1601) , stima questa cometa con una coda di 104° il 10 dicembre,mentre il gesuita Orazio Grassi (1582-1654) del Collegio Romano il 12 dello stesso mese stima la coda  lunga circa 60°.Queste comete visibilissime in Europa avrebbero dovuto essere state viste, almeno, da tutti gli interessati all’astronomia. Invece no.Galileo Galilei (1564-1642) è a letto con una grave forma di artrite e in tutti i testi è detto che non vide nemmeno la più  luminosa. Ma !. Era visibile di giorno mi sembra quasi impossibile che non gli diede neppure un colpo d’occhio, anche magari solo dalla  finestra della sua camera. Giovanni Keplero (1571-1630) invece le vide tutte e tre da Linz in Austria .Gli annali ci tramandano che addirittura la mattina del 29 novembre 1618 riesce a vederne due la C/1618 V1 1 la C/1618 W1 .  Si ricorda che la prima delle tre la C/1618 Q1 fu anche la prima cometa ad essere stata osservata con il telescopio. Ma non è finita, queste apparizioni diedero spunto per due importanti pubblicazioni una del Galilei e l’altra del Keplero. Quella del Galilei ,in polemica con  Orazio Grassi ,porta la firma di Mario Guiducci (1585-1646) dal titolo “Discorso delle comete” Firenze 1619 ,oggi diremmo che il Guiducci fu il prestanome del Galilei. Quella del Keplero  invece aveva per titolo “De Cometis Libelli Tres” 1619, in tale libro tratta della cometa del 1607 che poi sarà quella di Halley e delle tre del 1918 che dovrebbero portare sventura.Sventura identificata con l’inizio della guerra dei trenta anni nel 1618.. Nelle due pubblicazioni rileviamo , fra l’altro, gli errori dei nostri due Grandi, ma siamo solo nel XXVII secolo, Galilei si ostina a dire che le comete sono solo esalazioni terrestri, mentre Keplero afferma che le comete hanno percorsi rettilinei.

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