Giovanni Virginio Schiaparelli (1835-1910) fu un grande astronomo della seconda metà dei diciannovesimo secolo. Fu direttore dell’Osservatorio di Milano-Brera dal 1962 al 1900. Non ancora direttore di Brera venne a saper dal direttore di allora Francesco Carlini  (1783-1862) che a Firenze era stata scoperta il 22 luglio 1862, indipendentemente,  una cometa, già scoperta il  16 luglio 1862 da Lewis Swift (1820-1913) e da Horace Tuttle  (1839-1923) il 19 luglio entrambi statunitensi, pertanto la cometa fu chiamata Swift-Tuttle. Denominata  da prima 1862 III poi  109P/1862 O1, che indica chiaramente che trattasi di una cometa periodica (P) precisamente la 109 del catalogo ufficiale cometario. Tale meraviglioso Oggetto Celeste ha potuto essere osservato anche dalla nostra generazione nel 1992 sotto il nome di P/1992 S2. Schiaparelli la osservò da Milano-Brera dal  24 luglio 1862 al 14 settembre 1862 per ben 32 volte , e fece la stima più luminosa il 30 agosto stimando la cometa di magnitudine visuale 1.7. Utilizzò vari strumenti da un cannocchiale di 4 pollici di apertura ad un binocolo da teatro, non meglio precisato, e la vede praticamente sempre anche ad occhio nudo. Nel suo diario cita che anche Ercole Dembowski (1812-1881) osservò questa cometa ,da Gallarate dove c’era il suo osservatorio privato, con un rifrattore da 7 pollici. Una annotazione di carattere antico riguarda le osservazioni del 24 e 30 agosto , Schiaparelli parla di “barba” della cometa, evidentemente era la coda che  precedeva il moto della cometa allontanandosi dal Sole. Una puntualizzazione importante riguarda il fatto che Francesco Carlini , il direttore di Brera, muore il 29 agosto 1862, mentre in cielo brilla la cometa, oggetto di questa nota, gli subentrerà presto nelle direzione di Milano-Brera lo stesso Schiaparelli. Successivamente venne ipotizzato che le Stelle Cadenti del 10 agosto, le Perseidi,  fossero particelle della cometa 109P , Schiaparelli fu il sostenitore più efficace di questa teoria se non addirittura il padrino. In un primo tempo fu attribuito alla 109P un periodo orbitale di 120 anni. In seguito all’aumento delle Perseidi nel 1980  si avvalorò l’ipotesi del ritorno della cometa “madre”, ma la Swift-Tuttle non  apparve  negli anni successivi. A questo punto entra in scena il grande calcolatore di orbite cometarie, che ho avuto il piacere di conoscere, Brian Marsden  (1937-2010) del Centro Astrofisico di Harvard preso lo Smithsonian Institute a Cambridge (USA) , che ricalcolò completamente l’orbita e dedusse il ritorno della cometa verso la fine del 1992. Infatti il 26 settembre 1992  in un punto apparente dell’Orsa Maggiore (Ursa Major) nella zona dove avrebbe dovuto essere, secondo le previsioni di Brian Marsden, dopo ben 130 anni,  fu trovata da un cacciatore di comete giapponese (Kiuchi) la nostra stupefacente cometa periodica numero 109. Anche Uranio osservò la cometa dal 30 settembre 1992 al 6 dicembre 1992, per ben 14 volte, sempre per lo più da Milano, a volte aiutato dal “favonio”  o fohn che puliva il cielo, ma con una grossa differenza. Schiaparelli  aveva una Milano scarsamente illuminata da luci ad olio e a gas, mentre Uranio aveva a che fare con un grosso e dissennato  inquinamento luminoso pur abitando in periferia . Il passaggio del 1992 non è stato molto appariscente ma il prossimo , di questa cometa di Schiaparelli, lo sarà forse anche troppo, infatti nel 2126, prossimo perielio calcolato con troppo anticipo per una seria meccanica celeste, in agosto potrebbe essere in rotta di collisione con la Terra. Chi vivrà vedrà ! Non è un fatto da escludere ma la possibilità che un simile evento si verifichi è molto remota !

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