Il cielo di giugno mostra ad est le caratteristiche tipiche del cielo dell’estate, con il centro della Via Lattea e le dense nubi stellari visibili nelle notti limpide. L’area di cielo visibile ad est è sicuramente la più interessante: disposta poco sopra l’orizzonte giace la lunga scia della Via Lattea, attraversata da una banda scura longitudinale, la fenditura del Cigno; proprio nella costellazione del Cigno si trova la parte più intensa della Via Lattea dell’emisfero boreale: è compresa tra le stelle Sadr e Albireo, che formano l’asse inferiore di quello che viene chiamato asterismo della Croce del Nord; con un semplice binocolo si possono osservare ricchissimi campi stellari, con varie associazioni di astri minuti e spesso dai colori contrastanti. 

La costellazione dello Scorpione

L’asterismo del Triangolo estivo è un punto di riferimento irrinunciabile per reperire le principali costellazioni: il vertice più settentrionale Deneb (la stella meno luminosa delle tre) domina la costellazione del Cigno, Vega, la più brillante, quella della Lira; la più meridionale, Altair, è l’astro principale della costellazione dell’Aquila. 

La Via Lattea prosegue verso sud, dove si trova il rigonfiamento che indica il centro galattico; qua, compresi tra la brillante costellazione dello Scorpione e del Sagittario, si concentra un gran numero di ammassi globulari, alcuni dei quali, come M22, visibili anche con un binocolo. A nord prevale sempre l’asterismo del Grande Carro, le cui stelle di coda possono essere usate, scendendo a sud, per reperire Arturo, la stella rossa della costellazione del Boote, e Spica, nella Vergine. Poco a sud del Grande Carro, alta sull’orizzonte, si mostra la Chioma di piccole stelle che ha dato il nome alla costellazione della Chioma di Berenice; entro i suoi confini si osservano numerose galassie con un piccolo telescopio amatoriale. Ad ovest, la stella Procione è sempre più prossima al tramonto, come il Cancro ed il Leone; in direzione sud sud ovest ancora è visibile una parte del Centauro, brillante costellazione dei cieli del sud. 

Oggetti notevoli 

  • Il mese è propizio per l’osservazione dei seguenti oggetti celesti, visibili anche con un piccolo binocolo: 
  • M4, un ammasso globulare nella costellazione dello Scorpione; 
  • L’ammasso globulare M4, nello Scorpione. 
  • M5, un ammasso globulare visibile nella costellazione del Serpente; 
  • la Nebulosa Trifida, una nebulosa diffusa nel Sagittario; 
  • la Nebulosa Laguna, un’altra nebulosa diffusa nel Sagittario; 
  • M29, un ammasso aperto visibile nella costellazione del Cigno; 
  • M39, un altro ammasso aperto nel Cigno; 
  • Cr 399, noto come “Attaccapanni”, un ammasso aperto nella Volpetta 
  • l’Ammasso del Presepe (M44), nel Cancro; 
  • l’Ammasso Doppio h+χ Per, in Perseo; 
  • M101, una galassia spirale nell’Orsa Maggiore 
  • M104, una galassia spirale nella Vergine; 
  • M13, un brillante ammasso globulare nella costellazione di Ercole; 
  • l’Ammasso della Chioma, visibile quasi allo zenit in direzione sud; 
  • la Nebulosa Nord America, visibile nel Cigno ad est di Deneb, nelle foto a lunga posa o con strumenti di medie dimensioni; 
  • Omega Centauri, un ammasso globulare che alle latitudini medie boreali si mostra estremamente basso sull’orizzonte. 

Spunti per l’osservazione

M13 – L’ammasso Globulare di Ercole 

L’Ammasso Globulare di Ercole (conosciuto anche come M 13 dalla sua posizione nel Catalogo di Messier, oppure come NGC 6205) è un ammasso globulare visibile nella costellazione di Ercole. 

Si tratta dell’ammasso globulare più luminoso dell’emisfero boreale ed è visibile anche ad occhio nudo. 

Osservazione 

Localizzare M13 è abbastanza semplice, dato che la costellazione di Ercole in cielo forma un trapezio facilmente riconoscibile. Tenendo il trapezio in verticale, M13 è sul lato destro, a circa un terzo del lato partendo dall’alto. Data la sua magnitudine di 5,8 è appena visibile ad occhio nudo in condizioni favorevoli, in un cielo molto scuro e lontano da ogni fonte di luce; è invece facilmente visibile con un binocolo 7×30 e 10×50. La risoluzione in stelle inizia con un telescopio da 114mm e ingrandimenti medio-alti; con un 200mm si possono notare facilmente diverse decine di componenti fino alla quattordicesima grandezza e l’alone appare del tutto risolto. 

M13 può essere osservato da entrambi gli emisferi terrestri, sebbene la sua declinazione settentrionale favorisca notevolmente gli osservatori dell’emisfero nord; dalle regioni boreali si presenta estremamente alto nel cielo nelle notti d’estate, mentre dall’emisfero australe resta sempre molto basso, ad eccezione delle aree prossime all’equatore. È comunque visibile da quasi tutte le aree abitate della Terra. Il periodo migliore per la sua osservazione nel cielo serale è quello compreso fra aprile e ottobre.. 

Storia delle osservazioni 

M13 fu osservato per la prima volta da Halley nel 1715. Messier lo osservò nel 1764 e lo descrisse così: “Nebulosa senza stelle, scoperta nella cintura di Ercole; è rotonda e brillante, il centro più splendente dei bordi, la si vede con uno strumento da un piede; è vicina a due stelle, entrambe di ottava magnitudine, una sopra e una sotto: la nebulosa è stata determinata in base a e Herculis. M. Messier l’ha riportata sulla Carta della Cometa del 1779…Vista da Halley nel 1714. Rivista il 5 e il 30 gennaio 1781. È riportata sul Celestial Atlas inglese. ” Il primo a risolverlo in stelle fu William Herschel.[3] 

Caratteristiche 

M13 ha una magnitudine apparente di 5,8. Il suo diametro angolare è di 23′, mentre il suo diametro reale è di circa 165 anni luce. M13 contiene diverse centinaia di migliaia di stelle, la più brillante delle quali è di magnitudine 11.95. Attorno al suo nucleo, le stelle sono circa 500 volte più concentrate che nei dintorni del sistema solare. L’età di M 13 è stata stimata tra i 12 e i 14 miliardi di anni. La sua distanza dalla Terra è di 23.157 anni luce. Apparendo così luminoso ad una così grande distanza, la sua luminosità reale è elevatissima, oltre 300.000 volte quella del Sole. La velocità radiale è di circa 250 km/s in avvicinamento. Questo moto risulta dalla combinazione di tre diverse velocità: la rotazione della Galassia, il moto del Sole nello spazio, e il moto di rivoluzione dell’ammasso attorno al centro galattico.

Il messaggio di Arecibo 

Nel 1974 fu fatto un tentativo simbolico di inviare un messaggio verso altri mondi. Per celebrare un consistente ampliamento del radiotelescopio da 305 metri di Arecibo, un messaggio in codice di 1.679 bit fu trasmesso verso M13. 

M13 nella fantascienza 

La novella di fantascienza Sucker Bait di Isaac Asimov e Question and Answer di Poul Anderson, si svolgono su Troas, un mondo all’interno di M13. Nella serie di fantascienza Perry Rhodan, in M13 è localizzato Arkon, il pianeta natale della razza Arkonidi. 

Scoperta 
Scopritore Edmond Halley 
Data 1714 
Dati osservativi 
(epoca [[J2000.0]]) 
Costellazione Ercole 
Ascensione retta 16h 41m 41.44s[1] 
Declinazione +36° 27′ 36.9″[1] 
Distanza 25100 a.l. 
(7700 pc) 
Magnitudine appa-rente (V) 5,8[1] 
Dimensione appa-rente (V) 23.0′ 
Caratteristiche fisiche 
Tipo Ammasso globulare 
Classe 
Massa 6×105 M⊙ 
Dimensioni 165 a.l. 
Età stimata 12−14 miliardi di anni 
Altre designazioni 
M 13, NGC 6205