Orione

a cura di Silvano Minuto – APAN 

Culmina al meridiano intorno alle ore 22 del 15 gennaio. Copre 594 gradi quadrati e contiene 120 stelle più brillanti della sesta magnitudine. Costellazione molto antica, fu citata da Omero nell’XI libro dell’Odissea. E’ una delle più belle e conosciute di tutto il firmamento. Contiene sette stelle superiori alla 2^ magnitudine ed essendo posizionata sull’Equatore celeste è visibile da ogni parte della Terra. Contiene la famosa “Nebulosa di Orione” che rappresenta una vera e propria fabbrica di nuove stelle. Le migliori condizioni per osservarla si verificano in inverno e i suoi riferimenti mitologici sono collegati allo Scorpione. Si narra infatti he Orione, eroe irruente, aveva suscitato le ire di Diana. La dea inviò lo Scorpione ad ucciderlo. Per ricordare questo evento furono collocati in zone opposte del firmamento, così quando sorge Orione, lo Scorpione tramonta e viceversa- In passato veniva raffigurato nell’atto di affrontare il Toro, rappresentato in cielo con la sola testa. E’ facile da rintracciare anche per l’allineamento delle stelle che formano la cintura. 

Alfa – Betelgeuse – AR 05h 55m – D + 07° 24’ 

Variabile irregolare 

m. 0.3-1.3 – periodo 5/6 anni 

Di colore giallo arancio. Forma un notevole contrasto con la bianca Rigel. Per poterne seguire le variazioni si può tentare un confronto con la stella alfa del Toro, di mag. 0.99. Betelgeuse è una stella con temperatura superficiale di poco superiore a 3.000° K e con dimensioni che variano durante il ciclo da 500 volte a oltre 900 volte le dimensioni del Sole. 

Beta – Rigel – AR 05h 14m – D – 08° 12’ 

Separazione 9.5” m. 0.1 e 6.8 – AP° 202 

E’ la stella più luminosa della costellazione. Supergigante bianco azzurra di classe spettrale B8, dista dalla Terra 770 anni luce e la sua luminosità è pari a 40.000 Soli. Ha una compagna di mag. 6.8 posta a 9.5” di distanza, difficile da osservare a causa del forte splendore della stella principale. Entrambe le componenti sono doppie spettroscopiche fuori dalla portata degli strumenti amatoriali. 

Delta – Mintaka – AR 05h 32m – D – 00° 18’ 

Separazione 52.6” m. 2.0 e 6.9 – AP° 359 

Si tratta di una delle tre stelle appartenenti alla cintura. I colori delle componenti sono bianco-blu e azzurro, facile da osservare con un binocolo. La principale è anche una variabile ad eclisse di tipo Algol, fuori però dalla possibilità dell’astrofilo. E’ ricordata anche perché attraverso l’analisi del suo spettro, nel 1904, si ebbe la prova dell’esistenza della materia interstellare. 

Zeta – Alnitak – AR 05h 41m – D – 01° 57’ 

Separazione 2,3”-57.6” – m. 1.9-4.0-9.9 – AP° 165-10 

E’ una delle tre stelle della cintura. Sistema triplo. Si registra qualche difficoltà nell’osservazione a causa del forte splendore ella principale. Il sistema dista 820 anni luce e la stella più luminosa brilla 10.500 volte più del Sole. Se si trovasse al centro del nostro sistema, brillerebbe 100.000 volte più della nostra stella. 

Lambda – AR 05h 35m – D + 09° 56’ 

Separazione 4.4” m. 3.5 e 5.6 – AP° 43 

Stella doppia composta di due astri giovani e caldissimi, simili a molte altre di questa regione del cielo. Si pensa però che detengano un primato: siano nate non più di 10.000 anni fa e quindi sono le stelle più giovani del cielo visibili ad occhio nudo. 

U Orionis – AR 05h 56m – D + 20° 10 – tipo Mira 

m. 4.8 – 12.6 – periodo 372 giorni 

E’ una variabile a lungo periodo di tipo Mira e quindi di colore rosso. Visibile anche ad occhio nudo nella fase di massimo splendore. La variabile si trova a nord della costellazione; per rintracciarla è possibile partire dalla stella Chi Ori e spostarsi di 21’ a ESE. 

IC 434 – Barnard 33 

Nebulosa Testa di Cavallo- AR 05h 41m – D – 02° 28’ 

Dimensioni 6×4’ – Nebulosa oscura 

Appena a sud di Zeta Orionis, nei pressi della stella Sigma, si trova questa nebulosa oscura, la più famosa di tutto il cielo. E’ osservabile solo fotograficamente, si estende per 6×4’ e le sue dimensioni reali sono di almeno un anno luce. La nebulosa sottosante, resa visibile dalla stella Sigma, è denominata NGC 2024. 

NGC 1976 – M 42 

AR 05h 35m – D – 05° 27’ 

Dimensioni 65×60 – Tipo nebulosa 

La “Grande Nebulosa di Orione”, la più bella visibile in cielo, copre un’area di 1×1°. Si nota, come una macchia nebulosa, anche ad occhio nudo. Con un binocolo si riesce a distinguerne l’estensione del contorno irregolare. Un telescopio rivela delle zone chiare e scure contornate da lunghi filamenti e da vortici di gas. L’osservazione con un buon strumento mette in evidenza dei particolari che difficilmente si possono riscontrare nelle migliori fotografie. Il colore che si percepisce nelle osservazioni visuali è di tonalità verdastra. All’interno della nebulosa si stanno formando numerose nuove stelle. 

Ngc 2068 – M 78 

AR 05h 47m – D + 00° 03’ – Dimensione 8 x 6’ – Nebulosa gassosa. 

E’ situata a 2.5° a NNE della stella Zeta Ori. Può essere osservata, con cieli molto bui, anche con un buon binocolo. L’aspetto è quello di una macchia irregolare; è resa luminosa da una coppia di stelle di 10^ mag. Che si trovano al suo interno. 

Sciami meteorici 

In prossimità del 21 ottobre si irradia da una zona vicina al confine della costellazione dei Gemelli lo sciame delle Orionidi. Si possono vedere fino a 20 meteore all’ora.