Sagittario

a cura di Silvano Minuto – APAN Culmina al meridiano intorno alle ore 22 del 10 agosto. Copre 867 gradi quadrati e contiene 115 stelle più brillanti della sesta magnitudine. E’ una delle 12 costellazioni dello Zodiaco. Alle nostre latitudini si trova sempre molto bassa sull’orizzonte. Si tratta infatti di una costellazione dell’emisfero australe posizionata sotto l’equatore celeste tra i -15 e i -45 gradi d latitudine sud. Si può osservare alle nostre latitudini nei cieli estivi e autunnali. E’ facile da rintracciare in quanto segue a est lo Scorpione e si trova sotto l’Aquila e lo Scudo. Nella mitologia raffigura il mitico Centauro che scaglia una freccia verso lo scorpione. Nei paesi anglosassoni viene comunemente chiamata “teiera” perché l’asterismo centrale raffigura bene questo oggetto domestico. In questa costellazione si trova il centro galattico e la parte occidentale è inserita nella Via Lattea. il Sole si trova proiettato nel Sagittario al solstizio invernale ed è quindi maggiorante visibile proprio in estate.

Alfa – Al Rami o Rukbat

AR 19h 24m – D 40° 37’

Mag. 4.1 – sp. B8

Il nome in arabo significa “ginocchio dell’arciere”. Non è la stella più luminosa della costellazione; si trova a 170 anni luce di distanza. Non può essere vista se ci si trova a latitudini di oltre 50°.

Beta

AR 19h 22m – D 44° 28’

Separazione 28.3”

magnitudine 4.0-4.5 – AP° 77

Ampia doppia visuale. Tipo spettrale B8 e F0. Le due stelle non sono legate fisicamente, Beta 1 è però a sua volta una doppia con compagna di mag. 7.1 e classe spettrale A3. I due astri sono quindi uno bianco e l’altro tendente al giallo, si trovano ad una declinazione troppo bassa per essere visti anche da località dell’Italia Meridionale.

Gamma – Al Nash

AR 18h 06m – D 30° 25’ – Mag. 3.1 – sp. K0

Il nome significa “punta della freccia”. E’ una stella gigante di classe K0 e quindi di colore arancione, mag. 3.1, distante 100 anni luce. Al Nash è anche conosciuta γ2, per distinguerla da γ1 identificata con la variabile W Sgr.

Delta – AR 18h 21m – D 29° 50’

Sep. 26” – m. 2.8 – 14.6

E’ la seconda stella per luminosità del Sagittario. Si posiziona al centro dell’arco ed è di colore giallo arancio. E’ una stella doppia con una debole compagna di mag. 14.6, distante 26”. Per individuarla occorre utilizzare grossi strumenti. Dista 306 anni luce ed è luminosa come 600 soli.

Chi Sagittari – AR 17h 48m – D 27° 50’

Mag. 4.2 – 4.8 – periodo 7,01 gg

Stella variabile cefeide. Classe spettrale F7, si trova a circa 1 grado a nord del centro galattico.

U Sagittarii

AR 18h 32m – D 19° 07’

Magnitudine 6.3 – 7.0 – periodo 6.75 gg Variabile di tipo Cefeide, si trova all’interno di IC 4725 – M 25.

W Sagittarii o Gamma 1 (γ1)

AR 18h 05m – D 29° 35’

Magnitudine 4.3 – 5.0 – periodo 7.59 gg E’ una stella variabile cefeide. Lo spettro varia da F4 a G1, può essere seguita teoricamente ad occhio nudo.

NH 40 – AR 18h 02m – D 23° 02’

Sep 5.4” – mag. 6.9 – 10.6.

Si tratta di un sistema doppio collocato al centro della nebulosa NGC 6514 – M 20

NGC 6514 – M 20

AR 18h 02m – D 23° 02’

Dimensioni 20’ – mag. 7.5 – Tipo Nebulosa La famosa nebulosa “Trifida”. Il nome deriva dalla forma di questo oggetto che pare proprio diviso in tre parti. E’ osservabile con un buon binocolo; i dettagli sono visibili con un telescopio di media potenza. Nelle fotografie a lunga posa si vedono due distinte strutture, una azzurra e l’altra rossa. La parte azzurra è dovuta al riflesso della stella eccitatrice. Il meccanismo è paragonabile a quello che rende azzurro il nostro cielo. La parte rossa è causata dalla stessa stella eccitatrice che si trova all’interno. La magnitudine di M 20 è stimata intorno a 7.5 e la distanza, abbastanza controversa, potrebbe essere di 5000 anni luce. La stella eccitatrice si trova proprio al centro di M 20, sistema doppio con componenti di 7 e 11 magnitudine; la primaria di tipo spettrale O irradia centomila volte più del Sole (NH 40).

M20

NGC 6523 – M 8 – AR 18h 04m – D 24° 23’

Dimensioni 45×30’ – mag. 5 – Nebulosa Si tratta della celebre “Nebulosa Laguna” oggetto tra i più noti ed ammirati di tutto il cielo. Il nome deriva dal fatto che, osservata al telescopio, appare come solcata da un canale oscuro. Questa caratteristica tende ad affievolirsi nelle migliori immagini fotografiche nelle quali si rilevano numerosissime e dettagliate strutture. Le dimensioni sono simili a quelle della Nebulosa di Orione, non però la sua visione e questo a causa della sua bassa latitudine.

M8

NGC 6528

AR 18h 05m – D – 30° 03’

Dimensioni 3.7’ – Mag. 9.5 – tipo Globulare Partendo dalla stella Gamma Sgr – Nash, e posizionandola sul bordo SE, nel campo (di almeno 30’) si può osservare l’ammasso globulare NGC 6528. Portandolo al centro del campo si vede, 16’ a ovest, un altro ammasso globulare: NGC 6522, che ha un diametro di 5.6’ e una magnitudine di 8.6, mentre NGC 6528 appare leggermente più piccolo: diametro 3.7’ e mag. 9.5

Ngc 6528

NGC 6531 – M 21 AR 18h 05m – D. -22° 30’ Dimensioni 13’ mag. 5.9 – Ammasso aperto Ammasso aperto di circa 13’ di diametro, contenente oltre 50 stelle. Le più luminose sono di 7^ magnitudine e la classe spettrale B0; si tratta quindi di stelle giganti con luminosità pari a 20.000 Soli. La distanza è di circa 5000 anni luce, pari a quella della Nebulosa Laguna (NGC 6523 – M 8).

IC 4725 – M 25 AR 18h 32m – D – 19° 15’ Dimensioni 32’ – Mag. 4.6 – tipo Ammasso E’ l’unico oggetto Messier incluso nel catalogo IC (Index Catalog). Si tratta di un ammasso aperto composto da circa 50 stelle. E’ visibile già ad occhio nudo sotto cieli bui. Al suo interno si trova la variabile U Sgr. I membri più luminosi dell’ammasso sono stelle blu molto giovani. Si trova a 1800 anni luce di distanza e la sua età è stimata in 90 milioni di anni.

IC 4725