IL TEMPO 

A cura di Valerio Menichini – AAAV 

Sono moltissimi gli argomenti a tema astronomico di cui potremmo parlarvi; alcuni argomenti sono più conosciuti e famosi di altri, perché magari “vanno di moda”, perché ne sentiamo parlare in tv, ma quello che vogliamo fare in questo blog, come già ho scritto altre volte, è valorizzare le individualità dei nostri soci. Quindi eccoci qua. 

Come è nata l’idea di questa rubrica? 

Qualche anno fa Valerio espose una conferenza al CAAT, Coordinamento Associazioni Astrofile Toscane, che trattava un argomento veramente particolare. 

Mi ricordo benissimo che quando iniziò la conferenza io ero in modalità, “adesso mi rilasso”, pensavo di ascoltare una mezz’ora di racconti corredati con foto di un argomento un po’ più semplice rispetto a quelli precedenti, e come me credo fossero anche gli altri partecipanti al convegno; dopo una giornata intera di interventi e “burocrazia” eravamo tutti stanchissimi. 

Non erano passati neanche due minuti dall’inizio della conferenza che eravamo tutti presi completamente dall’argomento, (e dalla bravura del relatore ad esporlo! XD). Non avevo idea che dietro un argomento all’apparenza così semplice ci fosse un oceano enorme di informazioni. Finita la conferenza, nonostante l’orario, Valerio è stato letteralmente assalito dalle domande. Da bravo falegname ha anche realizzato alcuni modelli in legno che potete vedere venendoci a trovare su in osservatorio. 

Ma… quindi di che cosa parliamo? 

Oggi iniziamo letteralmente un viaggio nel tempo. In tutti i sensi. Vi porteremo indietro nel tempo e insieme capiremo come poter fare per misurarlo. Lascio la penna a Valerio… 

Entriamo nel mondo delle meridiane e degli orologi solari! 

Fin dall’antichità, l’uomo ha sempre osservato il cielo perché affascinato dagli astri e dai fenomeni ad essi legati come ad esempio, il passaggio delle comete, le fasi lunari e a particolari fenomeni come le eclissi di Sole e di Luna. Ogni popolo sulla Terra ha sempre cercato in qualche modo di misurare e prevedere questi fenomeni, creando intorno ad essi divinità e miti. 

Particolare interesse è sempre stato rivolto al Sole che con il suo cammino apparente nel cielo, ha da sempre determinato la durata del giorno e della notte e l’alternarsi delle stagioni, scandendo i ritmi di vita dell’uomo e della natura. 

Per poter determinare in quale momento del giorno e dell’anno ci si trovasse era però necessario uno strumento che rivelasse tutto ciò. 

La soluzione più efficace è sempre stata quella di osservare l’ombra di un oggetto proiettata su una superfice, rilevando la variazione della sua lunghezza e inclinazione. 

Per poter determinare in quale momento del giorno e dell’anno ci si trovasse era però necessario uno strumento che rivelasse tutto ciò. 

La soluzione più efficace è sempre stata quella di osservare l’ombra di un oggetto proiettata su una superfice, rilevando la variazione della sua lunghezza e inclinazione. 

Le prime testimonianze di misurazione del tempo vengono attribuite agli egizi attraverso le ombre proiettate dagli obelischi. E proprio agli egizi si deve la suddivisione dell’anno in 365 giorni e la divisione del giorno in 24 ore. 

Oltre agli Obelischi è sempre al periodo egizio che risale il più antico orologio solare portatile di cui si abbia conoscenza. 

Questo strumento a forma di T denominato Markhet veniva utilizzato non solo per misurare il tempo ma anche per misurare l’altezza di grandi costruzioni facendo la proporzione tra la lunghezza dell’ombra degli oggetti che si voleva misurare con quella generata dal Markhet. 

E’ Invece con la civiltà greca che si inizia a parlare di Gnomonica cioè della scienza che si occupa della misurazione del tempo per mezzo del Sole. 

Con i greci compaiono infatti i primi orologi solari detti ad Hemispherium. Strumenti questi costituiti da una semisfera con al centro un’asta denominata stilo, posta verticalmente. Sui bordi interni vi erano invece tracciate le linee orarie quelle dei solstizi e degli equinozi. 

Successivamente con lo sviluppo della Gnomonica, l’Hemispherium è stato poi sostituito dall’Hemicyclum. 

All’Hemispherium viene tolta tutta la parte inferiore alla linea del solstizio d’estate in quanto l’ombra indicata dallo gnomone (così si chiama la parte dello stilo che indica, per mezzo della sua ombra, proiettata su una superfice, il momento della giornata) non scendeva mai al di sotto di essa e lo stilo non si trovava più in basso in posizione verticale ma bensì nella parte alta in posizione orizzontale. 

I Romani non apportarono particolari sviluppi nel campo della Gnomonica limitandosi solo a mantenere le conoscenze e le tradizioni apprese dai Greci. 

Con il declino dell’impero Romano gli orologi solari vengono però sempre meno utilizzati tanto che il loro funzionamento viene quasi del tutto dimenticato. 

Durante il Medioevo i monaci Benedettini riportarono in luce la misurazione del tempo per mezzo del Sole. Iniziarono a diffondersi sulle facciate esposte a Sud delle Chiese e dei Monasteri delle meridiane rinominate in seguito orologi canonici. Questi ultimi non sono altro che particolari tipi di orologi solari che ave-vano l’unico scopo di suddividere il giorno in momenti da dedicare ala preghiera. 

Queste meridiane erano costituite da un quadrante con infisso, in posizione perpendicolare, uno stilo che rappresentava il centro dell’orologio e da cui si ripartivano delle linee (le linee orarie) che suddividevano il quadrante in parti uguali. Le suddivisioni potevano essere di 4, 6, 8 e cosi via a seconda di quanti momenti della giornata si era scelto di dedicare alla preghiera. 

Durante il periodo delle crociate in occidente torna a diffondersi e svilupparsi la gnomonica. E’ grazie ai pellegrinaggi in terra santa cosi come gli scambi culturali con il mondo arabo che in Europa arrivano orologi solari con lo stilo polare cioè con lo stilo parallelo all’asse terrestre. Orologi questi decisamente più precisi rispetto agli orologi progettati fino a quel momento. 

E’ quindi grazie a questa nuova conoscenza che vengono realizzati orologi solari di svariate forme e su diverse superfici. È durante questo periodo, così come per tutto il Rinascimento, che viene raggiunta la massima espressione della Gnomonica. 

Con l’invenzione e il diffondersi degli orologi meccanici e l’avvento di mezzi di trasporto sempre più rapidi, per le meridiane inizia invece un nuovo periodo di declino. Spostandosi tra città molto distanti tra loro, i viaggiatori si trovavano di fronte orari differenti per cui, lungo il percorso dovevano rimettere i propri orologi. Proprio per questo motivo, almeno all’interno della stessa nazione è stato necessario unificare l’orario. 

E’ cosi che, nel 1884, durante la conferenza di Washington, il meridiano di Greenwich a Londra, viene scelto come meridiano 0, di riferimento per tutto il Mondo. L’Italia si è adeguata a questa nuova convenzione solamente a par-tire dal 1893, momento in cui rimette il proprio orario un ora avanti allineandosi così al meridiano precedente rispetto a quello di Greenwich posto a 15° Est passante per il vulcano Etna (da qui il nome di meridiano Etneo). 

Arrivando ai giorni nostri gli orologi solari non vengono praticamente più utilizzati né come strumenti per leggere le ore né per conoscere in quale periodo dell’anno ci si trova. 

Se ne può trovare traccia sulle facciate esposte a Sud di pochi edifici e la loro funzione è principalmente decorativa. Se progettati correttamente possono però fornire l’ora locale vera e altre informazioni. 

Quando ci troviamo in giro e ci imbattiamo in un orologio solare, non riusciamo a capirne il funzionamento. Spesso non siamo neppure in grado di leggere l’ora indicata e quando ci riusciamo, se la confrontiamo con quella dei nostri orologi ci accorgiamo che l’ora indicata è sbagliata. 

Per conoscere in quale momento del giorno e dell’anno ci troviamo, ci affidiamo completamente ai nostri orologi meccanici o elettronici che però non ci forniscono tutte le informazioni legate al Sole e al suo cammino apparente nel cielo. 

Gli orologi moderni non sono in grado di indicarci il momento preciso in cui il sole transita al mezzogiorno (momento in cui il Sole culmina raggiungendo la sua massima altezza sopra l’orizzonte) così come non sono in grado di mostrarci il momento esatto dei solstizi e degli equinozi. Inoltre solo alcuni tipi di orologi solari possono indicarci le ore che mancano al tramonto o le ore che sono trascorse dall’alba, cosa che nessun orologio moderno è in grado di fare. 

Continuate a seguire questa rubrica e vedrete con noi le potenzialità e le caratteristiche di questi strumenti che rappresentano il tempo passato, misurano quello che passa, e predicono quello che passerà! 

“Breve è la vita che viviamo davvero. Tutto il resto è tempo.” Seneca 

Valerio Menichini