Il cielo di settembre inizia a mostrare molte delle costellazioni tipiche dell’autunno. Alla grande scia della Via Lattea si sostituisce, verso sud, un cielo relativamente povero di stelle notevoli. 

La Via Lattea attraversa il cielo da nord-est a sud-ovest, e appare divisa da una banda scura longitudinale, la Fenditura del Cigno; proprio nella costellazione del Cigno, la cui parte settentrionale si presenta allo zenit, si trova la parte più intensa della Via Lattea dell’emisfero boreale: è compresa tra le stelle Sadr e Albireo, che formano l’asse inferiore di quello che viene chiamato asterismo della Croce del Nord; con un semplice binocolo si possono osservare ricchissimi campi stellari, con varie associazioni di astri minuti e spesso dai colori contrastanti. 

Campo stellare in direzione del Pesce Australe ove spicca la brillante Fomalhaut.

L’asterismo del Triangolo estivo è un punto di riferimento irrinunciabile per reperire le principali costellazioni: il vertice più settentrionale Deneb (la stella meno luminosa delle tre) domina la costellazione del Cigno, Vega, la più brillante, quella della Lira; la più meridionale, Altair, è l’astro principale della costellazione dell’Aquila. Verso sud-ovest, il Sagittario è prossimo al tramonto, mentre verso sud si apre un cielo buio, dominato dall’unica stella davvero appariscente in quest’area di cielo, Fomalhaut, che rappresenta la bocca del Pesce Australe. In alto nel cielo, sale sempre più il Quadrato di Pegaso, un grande asterismo che sarà dominante nei cieli autunnali. A nord, l’asterismo del Grande Carro si mostra sempre più basso sull’orizzonte; le sue stelle di coda possono essere usate, scendendo a sud, per reperire Arturo, la stella rossa della costellazione del Boote, ormai prossima al tramonto.Ad est, si iniziano a vedere senza difficoltà le stelle di Andromeda (costellazione) e dell’Ariete. 

Cr 399 (l'”Attaccapanni”). 

A nord, l’asterismo del Grande Carro si mostra sempre più basso sull’orizzonte; le sue stelle di coda possono essere usate, scendendo a sud, per reperire Arturo, la stella rossa della costellazione del Boote. Ad est, si evidenzia sempre più alto il Quadrato di Pegaso, che sarà l’asterismo dominante nei mesi autunnali; verso sud-est, l’Aquario è completamente visibile. 

Oggetti notevoli 

Il mese è propizio per l’osservazione dei se-guenti oggetti celesti, visibili anche con un pic-colo binocolo: 

  • M29, un ammasso aperto visibile nella costellazione del Cigno; 
  • M39, un altro ammasso aperto nel Cigno; 
  • Cr 399, noto come “Attaccapanni” per la sua curiosa forma, un ammasso aperto nella Volpetta; 
  • l’Ammasso Doppio h+χ Per, in Perseo; 
  • M101, una galassia spirale nell’Orsa Maggiore; 
  • M13, un brillante ammasso globulare nella costellazione di Ercole; 
  • la Nebulosa Nord America, visibile nel Cigno ad est di Deneb, nelle foto a lunga posa o con strumenti di medie dimensioni; 
  • la Nebulosa Elica, la nebulosa planetaria più brillante del cielo, visibile nell’Aquario; 
  • la Galassia di Andromeda, nella omonima costellazione; 
  • la Galassia del Triangolo, nella omonima costellazione.. 

Spunti per l’osservazione

M101 – NGC 5457 Galassia Girandola 

La Galassia Girandola (nota anche come M 101, o NGC 5457) è una galassia a spirale nella costellazione dell’Orsa Maggiore. La galassia fu scoperta nel 1781 da Charles Messier e da Pierre Méchain. William Herschel fu il primo a osservare delle piccole macchie (che in realtà erano dei frammenti dei bracci a spirale) circondare la galassia. 

Osservazione 

In condizioni eccellenti, M101 può essere osservata anche con un semplice binocolo; infatti, grazie alla sua estensione e alla sua relativa vicinanza a noi, M101 è una delle galassie più brillanti del cielo. La sua individuazione è facile, grazie alla presenza di un’appariscente concatenazione di stelle di sesta e settima magnitudine ad est della brillante stella Mizar. Le sue dimensioni impongono l’uso di ingrandimenti abbastanza bassi per la sua osservazione; occorre comunque un telescopio di almeno 250 mm per iniziare a distinguere il nucleo, più brillante, e i frammenti dei bracci a spirale. Gli stessi bracci offrono, in buone condizioni, un bello spettacolo con un telescopio da 400 mm a largo campo. 

La sua declinazione è molto settentrionale: infatti questa galassia si presenta circumpolare da buona parte dell’emisfero boreale, come tutta l’Europa e quasi tutto il Nordamerica; dall’emisfero australe invece è possibile osservarla fino a latitudini temperate medio-basse. Il periodo migliore per la sua osservazione nel cielo serale è quello compreso fra febbraio e settembre. 

Storia delle osservazioni 

Il primo ad osservare questa galassia fu Pierre Méchain, che la descrisse come una nube senza stelle, oscura e piuttosto larga, a nord della coda dell’Orsa Maggiore;[3] in seguito fu inserita nel Catalogo di Messier. William Herschel nel 1784 annotò che quest’oggetto possiede un aspetto nebuloso, e cercò di risolverlo in stelle, ovviamente senza riuscirci. Lord Rosse la osservò con il suo telescopio durante la metà dell’Ottocento e fu il primo a notare il suo aspetto a spirale 

Caratteristiche 

M101 dista circa 21.000.000 anni luce dalla Terra, ed è una galassia di tipo Sc (spirale non compatta); da un osservatore a terra è vista esattamente “di faccia”, ma i suoi bracci sono visibili solo con un grande telescopio. Il diametro della galassia è circa 170.000 anni luce, ovvero quasi doppio rispetto al diametro della nostra Galassia. 

Dall’inizio del Novecento, sono state scoperte quattro supernovae in questa galassia: 

SN 1909A, scoperta il 26 gennaio 1909 da Max Wolf; 

SN 1951H, di tipo II, scoperta nel 1951; 

SN 1970G, scoperta il 30 giugno 1970

SN 2011fe, scoperta il 24 agosto 2011, è stata la più luminosa, raggiungendo la magnitudine 10. 

L’osservazione, nel 1994-95, delle cefeidi situate nella galassia da parte del telescopio Hubble ha permesso di stabilire esattamente la distanza di M101. 

Struttura 

M101 è una galassia di notevole estensione se comparata con la Via Lattea; secondo diversi studi la sua massa sarebbe di circa 16 miliardi di masse solari, ma sembrerebbe essere un valore troppo basso, forse dovuto alla bassa luminosità superficiale della galassia; secondo le nuove scoperte, che comprendono l’individuazione di regioni H II e una forte velocità di rotazione, la massa di M101 sarebbe compresa fra 100 e 1000 miliardi di masse solari. 

Un’altra proprietà particolare di questa galassia è la presenza di vaste e luminosissime regioni H II, che nelle fotografie raggiunge il numero di 3000 unità; queste regioni, in cui ha luogo la formazione stellare, contengono un gran numero di stelle giovani e calde, di colore blu. 

Da un lato la galassia presenta un’asimmetria; si crede che si sia formata in tempi astronomicamente recenti a causa dell’interazione con un’altra galassia, che ne ha deformato i bracci a causa delle potenti forze mareali. Inoltre, questo incontro ha amplificato le onde di densità dei bracci della galassia, che ha causato a sua volta la compressione del mezzo interstellare con conseguente aumento dell’attività di formazione stellare. 

La galassia M101 nella banda della luce visibile. Credit: Scott Anttila.

M101 possiede cinque galassie compagne di discrete dimensioni: NGC 5204, NGC 5474, NGC 5477, NGC 5585 e Holmberg IV. Come detto sopra, l’interazione fra M101 e le sue galassie satelliti può aver favorito l’aumento della formazione stellare nei bracci di M101; inoltre sembra che questa galassia sia stata distorta dalla vicina NGC 5474. M101 e le sue galassie compagne formano la quasi totalità del gruppo di galassie noto come Gruppo di M101. 

Scoperta 
Scopritore Pierre Méchain e Charles Mes-sier 
Data 1781 
Dati osservativi 
(epoca J2000.0) 
Costellazione Orsa Maggiore 
Ascensione retta 14h 03m 12,5s 
Declinazione +54° 20′ 55″ 
Distanza 19 milioni a.l. 
(7,34 milioni pc) 
Magnitudine apparente (V) +8,3 
Dimensione apparente (V) 28′.8 × 26′.9 
Caratteristiche fisiche 
Tipo Galassia a spirale 
Classe SC 
Dimensioni 170000 a.l.  (52020 pc) 
Altre designazioni 
M 20, NGC 6514, Sh-2 30, RCW 147, Gum 7