(A cura di Alberto Villa – AAV & AAAV) 

Come abbiamo già avuto modo di sottolineare, l’eclisse totale di Luna è visibile da tutto l’emisfero della terra in cui notte, mentre lo spettacolo del “Sole Nero” interessa una porzione estremamente più piccola del nostro pianeta (Fig. 1): per una stessa località sul nostro pianeta sono pertanto molto più frequenti le eclissi di Luna rispetto a quelle di Sole. Per questo motivo i viaggi organizzati per osservare questo evento astronomico sono di norma esclusivamente finalizzati all’osservazione di une eclisse totale di Sole. In effetti, anche se una coincidenza davvero particolare e sfavorevole per l’Italia ci costringerà ad aspettare fino al 20 Dicembre 2029 per poter osservare per intero una eclisse totale di Luna emozionante come quella del 27 luglio 2018, credo proprio che ogni lettore ne abbia già osservata una nel corso della propria vita senza doversi spostare da casa. Lo stesso non si può ovviamente dire per una eclisse totale di Sole, per osservare la quale – salvo casi davvero rari e fortunati – è quindi necessario spostarsi sul nostro pianeta raggiungere quella che viene chiamata la “fascia della totalità” (trascuriamo in questo contesto le eclissi parziali di Sole che certamente non valgono lo sforzo di organizzare un viaggio, a volte sia lungo che costoso). 

In pratica, l’eclisse è visibile come totale nell’ombra di forma circolare generata dall’intersezione del cono d’ombra lunare con la superficie terrestre. La rotazione della Terra ed il moto orbitale della Luna causano lo spostamento dell’ “ombra della totalità” generando la “fascia di totalità” (vedi Fig. 2), ovvero il luogo dei punti dai quali l’eclisse è visibile come totale. Nel caso in cui la Luna – che percorre un’orbita ellittica intorno al nostro pianeta – durante l’evento si trovi tanto distante dalla Terra da non riuscire a coprire con le proprie dimensioni apparenti tutto il disco del Sole, potremo osservare una eclisse anulare anziché totale: in buona sostanza queste sono delle eclissi parziali caratterizzate da una particolare geometria che vede la Luna perfettamente inserita in un “anello di Sole” (Fig. 3) , ma – proprio perché il Sole non è mai completamente oscurato – durante le anulari non potremo mai avere lo spettacolo che invece ci offre il “Sole Nero” (anello di diamante, corona solare, protuberanze, cromosfera, oggetti luminosi visibili in cielo, ecc. ). Personalmente, ritengo che una eclisse di questo genere nella vita valga la pena di vederla … ma una può bastare! Ogni eclisse totale di Sole è invece uno spettacolo unico ed irripetibile che, avendone la possibilità, personalmente cercherò sempre di osservare tenendo in dovuta considerazione i seguenti aspetti. 

Al verificarsi di una eclisse totale di Sole, dobbiamo innanzitutto avere presente che il luogo in cui recarsi per osservare l’evento deve essere scelto nell’ambito della fascia di totalità (Fig. 4). 

La scelta della località dalla quale osservare l’evento astronomico va effettuata tenendo in considerazione – a parità di altre condizioni – i seguenti aspetti: 

❑ L’aspetto logistico del viaggio: 

se la fascia della totalità attraversa diverse località raggiungibili, va ovviamente tenuto in considerazione anche l’aspetto turistico. Il viaggio per osservare l’eclisse diventa anche un momento culturalmente interessante o di svago in relazione ai luoghi visitati. 

Il mezzo di trasporto prescelto (aereo, nave o auto) condiziona certamente il tipo di strumentazione da trasportare: aspetto da non trascurare assolutamente per avere a disposizione comunque un set di apparecchiature completo per il risultato che ci si propone di raggiungere. 37 

❑ Il tipo di osservazione (visuale o fotografica) che si vuole effettuare: 

nel caso si voglia osservare solo visualmente, è infatti possibile optare anche per siti in mare aperto (crociera) privilegiando al caso zone particolarmente favorite dal punto di vista meteorologico. Volendo fotografare l’eclisse, diventa preferibile (se non indispensabile) una postazione sulla terra ferma che garantisca la stabilità della strumentazione durante le riprese 

❑ Le previsioni meteorologiche: 

il viaggio deve essere normalmente organizzato con parecchio anticipo sulla data dell’evento, e pertanto non è solitamente possibile basarsi su previsioni meteo dell’ultimo momento. La scelta del luogo di osservazione viene pertanto effettuata – da questo punto di vista – affidandosi a previsioni meteorologiche statistiche elaborate su dati raccolti anno dopo anno, riferite alla stessa località. 

Questo tipo di previsione non può dare certezze sulle condizioni meteo nel momento dell’eclisse (in una località dove c’è il 70% di giornate serene può sempre piovere se si cade nel restante 30% di giornate, e viceversa), ma fornisce una percentuale attendibile sulla effettiva probabilità di osservare l’eclisse (Fig. 5). 

Avendone la possibilità, è assolutamente consigliabile prevedere spostamenti anche all’ultimo momento in funzione dell’evoluzione del meteo sul posto. Quando mi sono recato in Austria per l’eclisse totale del 11 agosto 1999, pur scegliendo una località con buone statistiche meteo per il periodo (Graz), nella giornata dell’eclisse sì è infatti sviluppato un fronte 38 

occluso molto raro per la stagione che mi ha obbligato a decidere il sito osservativo all’ultimo momento. Ero fortunatamente in auto, e una volta montato il telescopio sotto la pioggia il tempo è poi migliorato (come da previsione meteo effettiva) consentendo la ripresa dell’evento in quella sola regione dell’Austria. 

Per quanto concerne il meteo, è molto utile anche il grafico che espone la copertura media statistica del cielo nelle località che si incontrano via via lungo la Center Line. In Fig. 6 è illustrato quello relativo all’eclisse totale di Sole del 2 Luglio 2019, che abbiamo osservato da Vicuña in Cile: questo tipo di grafico mette infatti in evidenza come conformazioni orografiche importanti possano influenzare le condizioni meteo e quindi la possibilità di osservare l’eclisse. Si noti come appena dopo Vicuña con circa il 35% di copertura del cielo media statistica, in corrispondenza delle Ande il valore raggiunga repentinamente il 75% per poi scendere nuovamente. 

Tutte le considerazioni sul meteo appena descritte vengono ovviamente fatte prima di mettersi in viaggio, ma una volta sul posto è sempre bene controllare e verificare elementi locali: l’11 Luglio 2010 un attento esame delle correnti che potevano impattare con l’Isola di Pasqua in una giornata nella quale il vento proveniva da ovest, ci ha consentito di scegliere la postazione adatta per riuscire a godere dello spettacolo del Sole Nero mentre a pochi chilometri da noi (ovvero appena dietro una collina che ha creato condensa proprio nel momento in cui la temperatura dell’aria si è abbassata per effetto della crescente copertura del disco solare) un numeroso gruppo di colleghi giapponesi non ha visto praticamente nulla perché l’effetto descritto si è improvvisamente manifestato proprio in corrispondenza della totalità! 39 

❑ La durata dell’eclisse: 

la durata massima dell’evento si ha nel punto centrale dell’eclisse (Greatest Eclipse), dove il Sole viene anche a trovarsi alla massima altezza sull’orizzonte. Le eclissi non hanno tutte la stessa durata massima, in quanto questo valore dipende dalla magnitudine dell’evento (ovvero il rapporto tra i diametri apparenti della Luna e del Sole, rapporto che varia principalmente a causa del fatto che il nostro satellite percorre un’orbita ellittica: più la Luna sarà vicina più la totalità durerà a lungo / più la Luna sarà lontana e più durerà l’eclisse anulare). La durata massima teorica di una eclisse totale è di 7’ 30”, mentre la durata massima teorica per una eclisse anulare è di 12’. 

La fascia che corre sul suolo terrestre delimita la zona nella quale l’eclisse è visibile come totale (o anulare), e viene normalmente chiamata fascia della totalità / anularità (vedi anche Fig. 4). Per stabilire la durata dell’evento nel punto di osservazione prescelto, bisogna interpretare correttamente le cartine che vengono appositamente elaborate, esaminando in dettaglio cosa accade all’interno di tale fascia. Osservando la Fig. 7 possiamo notare che le linee parallele al suo interno uniscono i punti di uguale durata della totalità, mentre nel momento in cui – ad esempio – l’ombra generata dalla Luna si troverà in corrispondenza delle 10:34 UT, sulla Center Line avremo la durata massima del Sole Nero per questa posizione (4’ e 02” con il Sole alto 64° sull’orizzonte), durata che decresce progressivamente a mano a mano che ci avviciniamo ai bordi della fascia di totalità; al di fuori dei bordi, l’eclisse non sarà più osservabile come totale, ma diventerà parziale. Le tabelle riportate in corrispondenza di ogni segmento perpendicolare, espongono i dati per quella posizione: l’orario espresso in tempo universale, la durata dell’eclisse e l’altezza del sole sull’orizzonte. Per quanto ovvio, si cerca di osservare l’eclisse totale di Sole a ridosso della Center Line, lungo la quale si registra la maggiore durata del Sole Nero per ogni momento dell’evento. 

❑ L’altezza del sole sull’orizzonte al momento dell’osservazione: 

il dato è rilevabile dalle tabelle come si è appena descritto. È un fattore importante perché, in caso di un cielo con nubi sparse e sprazzi di se-reno, per un semplice fattore prospettico più ci alziamo sull’orizzonte maggiori sono le probabilità di poter osservare in aree libere. In Fig. 8 le nubi sono uniformemente distribuite in cielo: solo per effetto della prospettiva sembrano essere ammassate all’orizzonte e sempre più aperte avvicinandosi allo zenit. Va inoltre considerato che più il Sole è alto sull’orizzonte, meno strati di atmosfera attraversa l’immagine che stiamo riprendendo, risultando quindi meno attenuata in relazione ai tempi di posa da utilizzare. 

❑ La congestione delle prenotazioni per viaggi di questo genere: 

Negli ultimi anni il turismo legato alle eclissi totali di Sole ha registrato un notevolissimo incremento, ed anche a causa delle modalità operative di molti tour operator esteri (specialmente quelli americani) che fanno prenotazioni massicce lungo la fascia della totalità con notevole anticipo sulla data degli eventi, bisogna necessariamente adeguarsi a queste tempistiche che impongono di attivarsi almeno due anni prima della data dell’eclisse (per l’eclisse del secolo del 21 Agosto 2017 negli USA mi sono attivato quando mancavano ancora quattro anni, ed in loco erano già operativi. La situazione diventa ancora più critica quando il percorso del Sole Nero sulla superficie terrestre interessa piccole porzioni di terra-ferma, come nel caso della prossima eclisse di Sole ibrida del 20 Aprile 2023 che – in condizioni di statistiche meteo ottima 

di tutta la strumentazione che ci serve, ad evitare che nella frenesia della partenza si possa dimenticare qualche accessorio fondamentale, poi non reperibile sul luogo dell’osservazione; 

delle operazioni e dei controlli da effettuare nel momento in cui posizioneremo l’attrezzatura in modo che sia tutto veramente pronto per l’inizio dell’eclisse. ➢ da tempi di posa corretti per la luminosità del soggetto, ma che risultino troppo lunghi, così da evidenziare il moto apparente del Sole e della Luna. In questo si può intervenire: ✓ ricorrendo ad una montatura equatoriale motorizzata (valutando la possibilità del trasporto e dell’alimentazione) che annulla il moto apparente degli astri; 

✓ abbassando il tempo di esposizione e incrementando di conseguenza per quanto possibile il valore ISO utilizzato, e/o impiegando un’ottica più luminosa; ➢ da cavalletti / montature troppo leggeri rispetto alla strumentazione che devono sostenere, così da risultare troppo sensibili ad elementi di disturbo quali il movimento dello specchietto della macchina fotografica in fase di scatto o una leggerissima brezza. Una volta verificato che non si stia esagerando con il carico della strumentazione, in questo caso non resta altra soluzione che procurarsi un cavalletto / montatura adeguati. 

Questi accorgimenti possono apparire fuori luogo, ma sono dettati dall’esperienza e tengono conto anche dell’emozione che normalmente cresce più si avvicina il momento della totalità. 

Le immagini non devono inoltre evidenziare il cosiddetto “effetto mosso”, che può essere causato: 

Una volta soddisfatti tutti gli aspetti tecnici, sarà opportuno verificare che il programma fotografico messo a punto sia compatibile con i tempi della totalità / anularità da riprendere (ricordiamoci che le eclissi di Sole totali e anulari non hanno sempre la stessa durata nella fase culminante). E’ sufficiente simulare l’operatività che abbiamo intenzione di svolgere per renderci conto se avremo modo di svolgere tutte le operazioni che abbiamo previsto. In caso contrario dovremo apportare delle variazioni al nostro programma, finché non otterremo il risultato voluto.-