di Michele T. Mazzucato 

Il corpo celeste 101955 Bennu (1999 RQ36), dal nome di una divinità minore egizia associata a Osiris, Atum e Ra rappresentata come un airone cenerino, è un asteroide di tipo Apollo, scoperto l’11 settembre 1999 dal Lincoln Laboratory Near-Earth Asteroid Research Team di Socorro (New Mexico, USA). Obiettivo della missione Origins Spectral Interpretation Resource Identification Security – Regolith Explorer OSIRIS-REx della NASA con recupero di campioni rocciosi dalla sua superficie. 

Bennu, l’uccello mitologico dell’antico egitto, in un affresco presente nella tomba TT290 di Irynefer, operaio della necropoli del periodo Ramesside, nel villaggio Deir el-Medina nei pressi dell’odierna Luxor.

Bennu è stato scelto tra gli oltre 500000 asteroidi noti nel Sistema Solare. Esso possiede un’orbita 21 

che si approssima a quella terrestre (ogni 6 anni arriva molto vicino alla Terra, entro 0,002 UA), ha dimensioni tali (circa 500 metri di diametro) da permettere un avvicinamento e un contatto in sicurezza del veicolo spaziale per la raccolta di un campione di regolite e una composizione primitiva del Sistema Solare primordiale (asteroide carbonioso di tipo B) contenente molecole organiche, sostanze volatili e aminoacidi probabili precursori della vita sulla Terra. 

La missione è stata sviluppata dal Lunar and Planetary Laboratory LPL, uno dei maggiori centri di ricerca mondiale per la scienza planetaria (planetologia) fondato dall’astronomo olandese naturalizzato statunitense Gerard Peter Kuiper (1905-1973) nel 1960, dell’Università dell’Arizona con sede a Tucson, dal Robert Goddard Space Flight Center della NASA a Greenbelt e dalla divisione spaziale della Lockheed Martin a Bethesda, entrambe nel Maryland. 

OSIRIS-REx, il cui nome è ispirato al dio Osiride nella mitologia egizia, è la terza missione del New Frontiers Program della NASA, dopo New Horizons (dal 2006) e Juno (dal 2011), e il Dr. Dante Lauretta del Lunar and Planetary Laboratory dell’Università dell’Arizona ne è il principal investigator

Logo dela missione.

La sonda è stata lanciata lì8 settembre 2016 dal Launch Complex 41 nel Cape Canaveral Air Force Station (Florida, USA) a bordo del lanciatore Atlas V 411 ed ha raggiunto l’asteroide il 3 dicembre 2018. Dopo il prelievo di campioni superficiali, nell’ottobre 2020, la sonda dirigerà verso la Terra e li “consegnerà” nel settembre 2023. I campioni saranno trasportati al Lyndon B. Johnson Space Center (Texas, USA) dove verranno dettagliata-mente analizzati e studiati caratterizzandone tutte le proprietà chimiche e mineralogiche. 

Il momento del lancio di OSIRIS-REx avvenuto a Cape Canaveral l’8 settembre 2016.
Immagine artistica della sonda.

L’analisi e mappatura sui dati sorgente della OSIRIS-REx OCAMS PolyCam, con risoluzione di 5 cm/pixel, 22.5 m per immagine per un totale di 4509 fotogrammi, essenziali per la selezione del miglior sito per la raccolta dei campioni, sono state oggetto della Fase 1 (maggio-agosto, 2019), a cui hanno partecipato oltre 3600 volontari del Cosmo-Quest collegato al Planetary Science Institute, un’istituzione fondata nel 1972 con sede principale a Tucson (Arizona) e dal 2016 anche a Lakewood (Colorado), con oltre 14 milioni di marcature. Sulla superficie dell’asteroide sono stati individuati quattro siti candidati che sono stati chiamati Nightin-gale (usignolo), Kingfisher (martin pescatore), Osprey (falco pescatore) e Sandpiper (uccello trampoliere). La Fase 2 (ottobre-novembre, 2019), con i sette più attivi volontari selezionati dal team della missione OSIRIS-REx della NASA, ha focalizzato una analisi di immagini e mappatura più approfondita su 209 nuovi fotogrammi dei quattro siti candidati a risoluzione maggiore. 

Bennu e i quattro siti candidati i cui nomi derivano da uccelli nativi dell’Egitto. [Credit: NASA/Goddard/University of Ari-zona] 

Dalle analisi e valutazioni effettuate dal team dell’OSIRIS-REx la scelta primaria del luogo, in cui la sonda ha eseguito con successo il Touch-And-Go TAG il 20 ottobre 2020 raccogliendo un quantitativo di materiale ben oltre l’obiettivo minimo preventivato dei 60 grammi, era ricaduta sul sito denominato Nightingale mentre Osprey aveva funzione di “riserva”. L’annuncio ufficiale venne fatto il giorno 12 durante il Fall Meeting 2019 dell’American Geophysical Union AGU tenutosi a San Francisco dal 9 al 13 dicembre 2019. 

Le caratteristiche della superficie (crateri, creste, scanalature, rocce e massi, etc.) dell’asteroide 101955 Bennu, così denominato dal 2013 dal suggerimento di Michael Toler Puzio, prenderanno il nome da “uccelli e creature simili mitologiche” così come approvato dal Working Group for Planetary System Nomenclature WGPSN dell’Unione Astronomica Internazionale nell’agosto 2019. 

Tra i protagonisti del Progetto Bennu Mappers ha contribuito anche lo scrivente, unico italiano dei sette scienziati volontari selezionati dalla NASA, tra coloro che hanno analizzato e marcato i particolari superficiali dei siti candidati per il Touch-And-Go della sonda OSIRIS-REx. Un grande onore e un’esperienza unica l’aver preso parte ad un evento che sarà indelebilmente scritto nella storia dell’astronomia. L’avventura scientifica continua… 

Per saperne di più: 

https://cosmoquest.org

www.asteroidmission.org/ 

www.media.inaf.it/2019/12/31/bennu-citizen-science/ 

www.psi.edu/news/bennusite 

video del Touch-And-Go