GIOVANNI ANSELMI 

OSSERVIAMO LE STELLE 

Guida al cielo notturno mese per mese 

Il Castello – Pag. 96 Illustrato 

€ 19.00 – Ed. 2020 

Per ragazzi 

A cura di Silvano Minuto – APAN 

Dodici grandi mappe stellari guidano mese per mese all’individuazione degli oggetti astronomici più importanti. Tantissimi stimoli e spunti per i ragazzi che si avvicinano per la prima volta all’osservazione astronomica. Le indicazioni per la prima attrezzatura: alcuni oggetti possono essere individuati a occhio nudo, mentre altri, come nebulose e galassie, richiedono un binocolo o un piccolo telescopio. Tutti gli oggetti osservabili sono introdotti e spiegati da un vero astronomo che porta i ragazzi a confrontarsi con le meraviglie dell’universo e le grandi domande che ne scaturiscono. Con allegato un astrolabio per individuare le stelle ogni giorno dell’anno. 

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Astronomia 

Spazio, oggetto misterioso mai visto prima scoperto da studente di astronomia 

a cura di Silvano Minuto – APAN 

Nei salotti dell’Astronomia si parla molto della nuova scoperta di un oggetto spaziale misterioso e molto simile a una pulsar, ma che ha un comportamento fisico mai osservato prima. 

La pulsar misteriosa, infatti, ha un ciclo di ro-tazione di appena 18 minuti e 10 secondi. Cioè ruota su sé stessa 3 volte ogni ora 

A renderla ancora più interessante e misteriosa, riguarda l’impulso in frequenza radio di lunga durata calcolato in circa 60 secondi. 

Gli astrofisici non avevano mai rivelato nulla di simile prima d’ora. 

L’oggetto misterioso è stata scoperta nella nostra Via Lattea da Tyrone O’Doherty (nella foto a lato), uno studente di astronomia australiano della Curtin University. 

Lo studente ha scoperto il misterioso corpo spaziale utilizzando il radio telescopio a bassa frequenza Murchison Widefield Array (MWA), che tra i primi ha diffuso la notizia e le immagini artistiche che riproducono l’insolito fenomeno fisico. 

Il Murchison Widefield Array è un enorme radiotelescopio composta da 4.096 antenne a forma di ragno e disposte in 256 griglie regolari di una remota regione dell’Australia occidentale. La scoperta dello studente O’Doherty è avvenuta sperimentando una nuova tecnica che lui stesso ha sviluppato. 

O’Doherty ha osservato l’oggetto misterioso che si trova a circa 4.000 anni luce dalla Terra, grazie all’esplosione di energia che emette tre volte all’ora, scrive l’MWA, ed ha subito allertato la dottoressa Natasha Hurley-Walker, a capo del team. Quest’ultima ritiene che potrebbe corrispondere a un oggetto astrofisico di cui è stata solo prevista l’esistenza teorica: un magnetar a periodo ultra-lungo.Una magnetar è una stella di neutroni che possiede un enorme campo magnetico, miliardi di volte quello terrestre, il cui decadimento genera intense ed abbondanti emissioni elettromagnetiche, in particolare raggi X, raggi gamma e anche radiofrequenze. 

Questo oggetto appariva e scompariva nel corso di alcune ore durante le nostre osservazioni”, ha riferito la dottoressa Hurley-Walker. È stato completamente inaspettato. Era un po’ inquietante per un astronomo, perché non c’è niente di conosciuto nel cielo che faccia questo”, ha ammesso la ricercatrice.Ed è davvero molto vicino a noi (da un punto di vista delle distanze astronomiche): circa 4.000 anni luce di distanza. È nel nostro cortile galattico”. 

L’oggetto, mai visto prima dagli astronomi, è stato riprodotto artisticamente anche in un’animazione video. 

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Sistema Solare 

E adesso la terra ha una seconda luna, ecco tutto quello che sappiamo 

a cura di Silvano Minuto – APAN 

L’umanità da sempre è stata abituata a pensare il pianeta Terra con un solo compagno di viaggio, il nostro caro e vecchio satellite bianco argentato su cui abbiamo scritto poesie, canzoni e tanto altro. Ma se vi dicessi che ce n’è un altro? Sì esatto, a quanto pare abbiamo una seconda luna, ma l’abbiamo scoperto da poco. 

Nel 2016 un telescopio della NASA ha avvistato questo oggetto orbitare intorno a noi con un’eccentricità particolare. Misura meno di 50 metri di diametro e viaggia molto più lontano rispetto alla Luna. Gli abbiamo dato un nome hawaiano: Kamoʻoalewa

“La domanda naturale che sorge è: qual è l’origine di Kamo’oalewa? Le risposte sono speculative”, si legge su un rapporto pubblicato ultimamente su Nature. “Una possibilità è che sia stato catturato nella sua orbita simile alla Terra”. “È principalmente influenzato solo dalla gravità del Sole, ma questo schema si presenta perché è anche – ma non del tutto – su un’orbita simile alla Terra. Quindi è una sorta di strano ballo”, ha detto a TIME Ben Sharkey dell’Università dell’Arizona che ha scritto il rapporto. La teoria più solida è che questo oggetto sia un pezzo di Luna che si è staccato cominciando a vagare tra la forza gravitazionale terrestre e quella del Sole. Non è molto luminoso naturalmente, per questo motivo è stato difficile scorgerlo. Tutta via la sua traiettoria è molto instabile e potrebbe restare al nostro fianco solo per 300 anni (che per i movimenti spaziali è molto poco) prima di virare altrove. 

Finché viaggeremo insieme però varrà la pena studiare Kamoʻoalewa e infatti una missione cinese è pronta per inviare una piccola sonda su questo oggetto nel 2024 Scoperto nel 2016, presenta un’orbita caratterizzata da un semiasse maggiore pari a 1,0012480 e da un’eccentricità di 0,1033015, inclinata di 7,78534° rispetto all’eclittica. È considerato tra i più stabili quasi-satelliti della Terra; osservazioni spettroscopiche farebbero pensare che possa trattarsi di un frammento di superficie lunare staccatosi dal satellite a seguito di un impatto. L’asteroide prende il nome da una parola tratta dal cantico hawaiiano della creazione Kumulipo che indica i corpi celesti oscillanti.